
Il direttore del Museo, Filippo Spadola, sottolinea come “questo incontro rappresenti un momento fondamentale di riflessione accademica volto a esplorare i codici spirituali e sociali del continente africano attraverso l’analisi della prestigiosa collezione di Gerlando Bianchini”.
Una mattinata dedicata all’approfondimento scientifico e alla valorizzazione di un patrimonio che lega indissolubilmente la Sicilia alle culture d’oltre mare.
Il prestigio internazionale del convegno è garantito dalla partecipazione di due illustri accademici provenienti da istituzioni europee di eccellenza, i cui interventi rappresentano il cuore scientifico della giornata.
Sarà infatti presente il Professor Francois Ruegg, Professore Emerito di Antropologia Sociale presso l’Università di Friburgo, in Svizzera, che offrirà una lettura magistrale del ruolo della maschera come strumento di mediazione culturale e simbolica.
Sarà inoltre presente la Professoressa Milene Rossi, Ph.D. in Antropologia Culturale e Sociale presso l’Università di Vienna e specialista in Storia dell’Arte, la quale illustrerà i criteri metodologici e i rigorosi protocolli internazionali necessari per la classificazione e la gestione scientifica delle collezioni museali africane.
Il simposio si aprirà con i saluti istituzionali e la partecipazione di Serenella Bianchini, in rappresentanza della famiglia del collezionista Gerlando Bianchini, la cui passione ha reso possibile la costituzione di questo straordinario nucleo documentale.
Il programma prevede interventi di alto profilo che analizzeranno la collezione sotto diverse lenti: la Dott.ssa Raffaella Ventura introdurrà l’attività del Museo Kamemi, mentre il Professor Marcello Mollica dell’Università di Messina ripercorrerà le tappe storiche del trasferimento della collezione da Agrigento a Ragusa. Seguiranno i contributi di Gianni Insacco, che discuterà le prospettive di ricerca e valorizzazione dell’eredità Bianchini, e dello storico dell’arte Andrea Guastella, che approfondirà il dualismo tra il nascondere e il rivelare nelle maschere e nei volti della contemporaneità.
Attraverso questa iniziativa, il Museo Kamemi conferma la propria missione di centro propulsore per il dialogo interculturale e lo studio rigoroso delle eredità storiche e artistiche internazionali (Ragusa, 21.04.2026 L’Ufficio Stampa – Libero Consorzio Comunale di Ragusa)
